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Grandi momenti

 

Grandi momenti

Franz Krauspenhaar

Editore: Neo edizioni

Anno edizione: 2016

Pagine: 160 

“Grandi momenti” di Franz Krauspenhaar potremmo definirlo un esemplare di autofiction, dove per “auto” intendiamo il sè ma anche la scatola metallica con quattro ruote.

Nella storia cogliamo il protagonista, Franco Scelsit, in un periodo di riabilitazione postinfarto.

Conosciamo alcuni pazienti, i familiari di Scelsit e altri tipi legati al suo ambito lavorativo, la scrittura. Non è assolutamente un romanzo semplice e nemmeno banale. La passione per le auto, la musica, i transfert spazio-temporali danno pepe alla storia, così come le pennellate di eros che costellano la vita del protagonista.

Le auto. Le auto sembrano  rappresentare Scelsit. Il motore spinto al massimo, il rallentare e il distruggerlo, sono trasposizioni del cuore di Franco, con la differenza che le macchine sono più governabili di esso e che possono essere cambiate con facilità.

Il cambio delle auto. I vari modelli (Jaguar, Porsche…) sembrano rappresentare vari aspetti del carattere dello scrittore e anche diverse fasi della sua vita.

E che vita. In bilico tra passato e presente, tra sofferenze fisiche e sentimentali, tra noia e bramosia, tra realtà e iper/surr-realtà, tra romanzi impegnati e gialli (scritti sotto pseudonimo) da edicola d’autogrill.

Scrittura iperbolica, metaromanzo, lettura piacevolissima (anche se potrebbe urtare animi femminili poco aperti e intolleranti a ciò che è altro da sè).

In fondo, quando leggiamo, non pretendiamo, forse, nel contenuto o nella forma delle frasi, un quid che ci stupisca, ci tenga incollati alla pagina, alla storia, ci faccia riflettere, imparare, divertire, commuovere (e a volte anche incavolare)?

In questo, come in altri scritti dell’autore, troviamo tutto ciò… e molto altro.

Mary Zarbo

Sinossi

Franco Scelsit, cinquantenne, vizioso e appassionato di bolidi anni ’60 – che compra e distrugge in furiose scorribande notturne – è convinto di essere uno scrittore dal talento incompreso. Il riconoscimento economico arriva quando, sotto pseudonimo, crea il personaggio di Stan Dolero e comincia a pubblicare thriller di bassa lega che affollano gli autogrill dell’intera Penisola. Potrebbe finalmente scappare da Milano, da una madre apprensiva e dal fratello saggio e alienato con cui vive, ma un infarto arriva a stravolgere ogni piano.
A fargli da spalla, un agguerrito gruppo di infartuati di diversa età ed estrazione sociale con cui instaura un rapporto di cameratismo e accettazione della transitorietà umana.
Un romanzo folle ma anche realistico, la storia di uno scrittore e del suo cuore infartuato e di tutto il percorso di riabilitazione, tra avventure, malinconie, cardiopizze, solitudini e una famiglia sui generis. E altro ancora, come il rapporto con la morte e le presenze che forse vengono da scenari altri. Un romanzo divertente, sarcastico, digressivo, con una trama che deborda fin dal primo minuto, l’ennesima prova di uno scrittore sorprendente.

L’autore
Franz Krauspenhaar è nato a Milano nel 1960.
Ha pubblicato una decina di romanzi (tra cui Era mio padre, 1975, La passione del calcioLe monetine del Raphaël), e cinque raccolte poetiche con vari editori.
Krauspenhaar ha fatto parte delle redazioni di importanti blog letterari e di recente la sua creatività ha preso una forma anche musicale.
Vive e lavora a Milano.