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Melodia di porte che cigolano di Gisella Blanco

Illustrazioni di Francesco Mitelli

Eretica edizioni

 

Raramente mi accade di segnalare libri di poesia. Le volte che lo faccio è perché qualcosa (nella biografia, tra i versi) mi colpisce e vorrei che anche altri possano provare delle emozioni o riflettano attraverso quelle parole.

Gisella Blanco nasce a Palermo. Fin da piccola è attratta dalla scrittura e vince diversi concorsi letterari. Dopo la laurea in Giurisprudenza si trasferisce a Roma, dove tuttora vive.

Dei suoi versi dice: <<Scrivo d’amore? Solo latamente: mi interessa contrastare connotati sociali obsoleti e pericolosi come il patriarcato maschilista; la misantropia; i condizionamenti religiosi che sviliscono il potenziale umano; la violenza che si esprime nei più piccoli dettagli delle relazioni sociali e interpersonali (e, forse, prima di tutto, nel rapporto con noi stessi) a cui siamo così avvezzi da ritenerla una “cosa normale”>>.

Tra tutte le poesie di questa silloge vorrei condividere qui “Visione”

Mi atterrisce

la staticità grave

d’oggetti

-quasi impermanenza immeritata-

che ci spiega la brevità sorda

trasudante ogni respiro di carne. (Ma non hanno sguardo

gli oggetti).

Il tema dell’imperturbabilità e perenne stare degli oggetti non è nuovo nella letteratura italiana, ma le parole usate dalla Blanco, il riproporre questa riflessione in un mondo caotico e poco attento, le fanno onore.

Mary Zarbo